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Squadra di Soccorso

Il ’67 portò una svolta decisiva nel gruppo, quattro membri: Leonardo Busellato, Bruno Collareda, Gianni Petucco ed Enzo Toso parteciparono ad un Corso della Scuola Nazionale di Speleologia Cai organizzato a Trieste dalla Commissione Grotte “E.Boegan”; la perizia degli istruttori consentì ai nostri di dedicarsi all’attività speleologica con una prospettiva completamente nuova.

Un ritaglio de Il Giornale di Vicenza cita: “Gli speleologi del Cai (di Schio) sul fondo della Spaluga (di Lusiana).

Gruppo di partecipanti al corso della SNS Cai, Trieste 1967

La Spaluga allora era il più profondo abisso del vicentino con i suoi 267 mt di profondità e i suoi primo e secondo pozzo rispettivamente di 105 e 95 metri; le scalette vennero prestate dal Gruppo Grotte di Vittorio Veneto.

Nel ’68 abbiamo una lettera di Gino Bigon che rivela una certa sofferenza fisica, a causa della quale il nostro primo presidente , pur accogliendo con entusiasmo il nostro invito ad un incontro sulle colline di Schio, ci pregava di attendere la stagione più propizia alla sua salute; stagione che , con nostro sommo dispiacere, non giunse mai perchè l’amico Bigon intraprese il grande viaggio che lo portò a esplorare in eterno lidi infiniti.

Il nostro gruppo decise di dedicargli la grotta al Boal dei Calvi sul Pasubio, zona da lui tanto amata, divenne così l’abisso “Gino Bigon”.

Più avanti per poter continuare la grossa quantità di lavoro ed ampliare la campagna esplorativa, il direttivo decise, nel ’70, di attuare una mostra speleologica; i principali artefici furono: Bruno Collareda, Giacomo Malagnini e Gianni Andrian.

La mostra ebbe un eccezzionale successo e molti giovani, in cui l’interesse per la speleologia si era risvegliato, si unirono al gruppo; purtroppo molti passarono come meteore.

Esercitazione di Soccorso Speleologico sulle pareti di S.Cassiano

Per contro, la mostra, stimolò una proliferazione di gruppetti di grottaioli, con non poca preoccupazione anche per la Sezione che vedeva aumentare il numero di incidenti in grotta.

Sulle pagine di “Stalattite” del ’70 leggiamo: <<se guardiamo ora al 1971 vediamo che ci aspetta un compito abbastanza importante che, anche se è strettamente speleologico, tuttavia deve vederci inpegnati senza riserve: la costituzione di una Squadra di Soccorso Speleologico che agisca in Veneto. Da queste pagine vogliamo invitare tutti gli speleologi veneti che sono veramente tali, ad aderire a questa iniziativa con entusiasm, senza campanilismi e senza porre condizioni affinchè il Corpo di Soccorso Speleololgico divenga, anche nel Veneto, realtà come è realtà in Piemonte, nel Friuli-Venezia-Giulia, nell’ Emilia Romagna e nel Lazio>>.

Nel 1971 due Squadre di Soccorso Speleologico erano funzionanti in Veneto e costituivano il VI° Gruppo di Soccorso Speleologico; tale esistenza venne sancita durante il Convegno Nazionale di Speleologia del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino.

continua>>

 

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