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Attività anni ’70

Sempre attivissima l’attività esplorativa che vede i nostri impegnati in cavità quali l’Abisso di Mandrina sul monte Brazome (Novegno), la Grotta della Cava di Arsiero sul monte Redentore, e, sull Altopiano di Asiago, la Voragine di Campolongo, la Voragine della Chiesa, il Buso del Ghiaccio e il Complesso della Dolina Grande.

Nel frattempo venne organizzato il 1° Corso Sezionale di Speleologia.

Nel ’72 parve di aver finalmente localizzato qualcosa di veramente promettente.

La Società Speleologica Italiana organizzò un Semonario di Speleogenesi alla quale partecipò il nostro Leonardo Busellato.

Esploratori a Malga Fossetta

Il ’73 vide la riedizione del Corso sezionale di Speleologia e il successivo superamento degli esami per la nomina a Istruttore Nazionale di Speleologia del Cai per Leonardo Busellato.

Nella zona di Malga Fossetta si stava chiaramente delineando la scoperta di un complesso carsico di dimensioni nazionali.

Con degli amici romani, durante i mesi estivi, venne localizzato un promettente meandro al Buso della Neve sul monte Zingarella.

Nello stesso periodo si fece anche conoscenza con un’altra delle grotte care a Bigon: il Giacominerloch di Cesuna; schiere di speleologi si erano succedute nell’esplorazione di questa cavità e, dopo gli speleologi del Cai di Vicenza, del Club Speleologico Proteo e del Gruppo Speleologi Malo, fu la volta di un gruppo di nostri soci guidati da Flaviano Masetto che localizzarono e passarono un passaggio inosservato, scoprendo un complesso sotterraneo di notevoli dimensioni.

Tra il ’74 e il ’75 fù scoperto un abisso di dimensioni imponenti sul monte Zingarella, che se non fosse per la giacitura leggermente inclinata rappresenterebbe una delle maggiori verticali del Veneto con i suoi 176 metri.

Sempre nel ’75 molti soci scledensi parteciparono a corsi di speleologia organizzati a Perugia e Trieste.

Il corso di Perugia , al quale partecipò Roberto Frogherio, portò al gruppo una ventata di rinnovamento con l’entrata ufficiale tra noi delle nuovissime tecniche su sola corda.

A Trieste, Gianni Petucco, partecipò al “II° Corso Nazionale di Tecniche Scientifiche applicate alla Speleologia”.

Ad opera di Cesare Raumer il gruppo si arricchì di un nuovo stemma, a lungo cercato.

Campo Speleologico nell' Altopiano dei sette comuni

Il nome che denomina l’attività e il pensiero in quel momento è l’Abisso di Malga Fossetta che raggiunge finalmente quota quasi 400 metri di profondità.

Busellato viene eletto responsabile del VI° Gruppo di §Soccorso Speleologico-

L’anno ’77, oltre all impegno esplorativo nell’ Abisso di Malga Fossetta e nella zona limitrofa,  ha assunto una grande importanza anche nella realtà sezionale, perhè per la prima volta venne sancita nel Regolamento della Sezione la Costituzione del Gruppo Grotte Schio e della Scuola di Speleologia; il Gruppo, nato nel lontano 1930, ha finalmente il suo riconoscimento giuridico in seno alla sezione , con il consenso unanime di tutti i membri del Consiglio.

Durante la campagna estiva del ’78 vengono toccati i 500 metri di profondità nell’ Abisso di Malga Fossetta e vengonoo completati il rilievo e l’esplorazione del Buso Novo di Campo Gallina; sempre nella zona di Campo Gallina vengono esplorate una trentina di cavità quali il Buso di Paolo e l’Abisso C9.

Nell ambito del soccorso è stato compiuto, in collaborazione con il Delegato della XI° Zona Sergio Fanoni e con il Delegato della IV° Zona Mario Brovelli prima, e con i loro successori poi, un notevole lavoro per la modifica della legge Regionale n.71 al fine di garantire al Soccorso Alpino e Speleologico Veneto i mezzi per poter operare sempre meglio.

Verso la fine degli anni ’70 vengono realizzate una vasta gamma di attività, promosse dal Comune di Schio, dal titolo: “Proposte per la Scuola” al fine di guidare i ragazzi alla visita di alcune grotte attorno a Schio.

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