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La Nascita

Reperti di Bocca Lorenza

La nascita ufficiale del Gruppo Grotte Schio, costituito in seno alla Società Alpina “Val Leogra”, risale al 1930 quando la rivista “Le Grotte d’ Italia” dell’ Istituto Italiano di Speleologia pubblica in testata la notizia: <<Un interessante convegno speleologico dei due Gruppi Grotte di Arzignano e di Schio si è tenuto a Schio il 9 settembre u.s. (1930) aderendo così al desiderio espresso dall’Istituto Italiano di Speleologia. Scopo del raduno: riconoscimento ufficiale della costituzione del già attivo Gruppo Speleologico Val Leogra di Schio; unificazione tecnica e pratica delle esplorazioni; divisione in zone dei vari centri di ricerca e relativa delimitazione topografica>>.

Guidati da Gino  Bigon gli speleologi scledensi avevano subito imposto  all’attenzione della speleologia italiana la loro attività con un lavoro minuzioso di ricerca e catalogazione delle cavità della zona .

Tra le memorie del tempo troviamo un primo elenco di soci: Gino Bigon, Guido Capozzo, Aldo Cazzola, Guido Cibin, Bruno Clementi, Giovanni Dal Dosso, Bruno Filippi, Carlo Gentilini, Renato Sartori, Mario Viviani, Giacomo Zanardi, Giovanni Zuliani.

Tra questi Guido Cibin per molti anni sarà il sovrintendente agli scavi paleontologici della zona di Schio, oltre ad aver ritrovato la maggior parte dei manufatti litici di Bocca Lorenza, una delle più importanti stazioni neolitiche del Veneto; Renato Sartori sarà il braccio destro di Gino Bigon e il suo nome apparirà su quasi tutti i rilievi del gruppo scledense; Bruno Clementi fù grande amico del prof. Anelli, l’allora segretario dell’ Istituto Italiano di Speleologia e successivamente direttore dello stesso, e questo l’aiutò nello sviluppo del nostro gruppo.

Un successivo annuncio de “Le Grotte d’Italia” del 1931 cita:<<in seguito a cordiali accordi di reciproca collaborazione col Gruppo Grotte di Arzignano la Società Alpina Val Leogra di Schio ha regolarmente costituito una sezione  speleologica diretta dal sig. Gino Bigon. Ilnuovo Gruppo Grotte si propone l’esplorazione metodica delle cavità naturali della Val d’Astico, della Val Leogra e dell’ Altopiano di Asiago>>.

Tra la tanta corrispondenza  tenuta tra Gino Bigon e  e l’Istituto Italiano di Speleologia risalta una lettera datata 3 febbraio 1932 nella quale:<<essendosi sciolta in questo frattempo la Società Alpina Val Leogra, il Gruppo Speleologico sarà ospitato d’ora innanzi dalla locale sezione del Club Alpino Italiano>>.

Ecco quindi che il Cai di Schio, sorto nel 1896, ora ha il suo gruppo speleologico che fino all inizio della seconda guerra mondiale avrà modo di lavorare con grande impegno dando parecchio lustro alla sezione.

Uno dei primi pozzi esplorati si apre sull Altopiano di Asiago, il Buso del Fagaroto, profondo oltre 50 metri a circa 1100 metri di altitudine.

campagna esplorativa in località Tretto – De Munari e Bianco

L’attività prosegue prolifera con l’esplorazione al Giacominerloch, cavità che quarant’anni più tardi ci darà una delle maggiori soddisfazioni speleologiche.

Ritroviamo Bigon nel ’35 che fà conoscere una certa difficoltà di presenza di soci, comunica infatti all’Istituto Italiano di Speleologia che, dopo aver raccolto numerose segnalazioni di cavità specialmente nella Val d’Astico e sull’Altopiano di Asiago, renderà necessaria la costituzione di un nuovo gruppo di soci perchè il precedente si è ormai praticamente sciolto.

Nuovi nomi e nuove figure si fanno avanti nel ’35 dove purtroppo il rag. Fracasso, l’allora presidente del Gruppo Speleologico di Arzignano lascia l’Italia segnando la fine di quel gruppo.

Nello stesso tempo però nasce un nuovo gruppo a Vicenza capitanato da Gastone Trevisiol che diede una spinta alle esplorazioni speleologiche del vicentino.

continua >>

 

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