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50°

Arriva così il 1980 , cinquantesimo dalla fondazione del Gruppo Grotte Schio Cai, anno denso di attività che vede la scoperta di un nuovo abisso alle propaggini del monte Chiesa.

La Scuola Nazionale di Speleologia affida all’Istruttore Nazionale di Speleologia Scledense la direzione del Corso Nazionale di Tecniche Speleologiche tenuto ad Arco di Trento.

Convegno Nazionale dei Gruppi Grotte del Cai a Schio

Per festeggiare il 50° è organizzato a Schio il Convegno Nazionale dei Gruppi Grotte che vede la partecipazione di speleologi provenienti da tutta Italia.

In convegno è stato organizzato presso il Salone dei Concerti dell Asilo Rossi un incontro rivolto a tutti i soci attivi del gruppo nel corso dei 50 anni.

A sette dei soci fondatori, precisamente a: Bruno Clementi, Renato Sartori, Amos Chilese, Guido Pretto, Giulio Trivellin e Aldo Tognetti è stato consegnato un trofeo ricordo che ha voluto essere il grazie degli speleologi di oggi a coloro che per primi han intrapreso questa meravigliosa attività.

L’allora sindaco di Schio, Giovanni Maria Bertollo, e il presidente della Sezione Cai, Terenzio Sartore, anch’essi presenti alla manifestazione, hanno espresso vivo apprezzamento per l’attività svolta in questi cinquant’anni e la mostra speleologica allestita per l’occasione.

La mostra presentava in apertura una campionatura completa degli orizzonti litologici della nostra zona, illustrata da alcune colonne statigrafiche disegnate dai soci Gabriele Soppelsa e Marina Zerbato.

Cerimonia di inaugurazione della Mostra Speleologica '80

Si poteva ammirare la grande sezione di un altopiano carsico tipo, realizzata da Cesare Raumer, che metteva in risalto i fenomeni carsici superficiali e profondi, nonchè la circolazione idrica e i relativi problemi di inquinamento.

Una vetrina mostrava alcuni reperti trovati durante gli scavi di Bocca Lorenza, i pezzi migliori erano stati regolarmente trattenuti dalle autorità per lo studio e la conservazione degli stessi, rimanevano i pezzi di puro valore affettivo per chi aveva dedicato ben dieci anni di fatiche, tempo, denaro e passione.

La Mostra prosegue con una serie di fotografie, ad opera di Gino Dalla Costa e Flaviano Masetto, volte a documentare le morfologie carsiche superficiali e profonde, l’idrologia e la biologia ipogea e le tecniche di progessione in grotta.

Un altro settore della mostra era dedicato al lavoro svolto a favore delle scuole.

Esposto con grande risalto anche il grande lavoro di meccanizzazione del Catasto Speleologico Ragionale, realizzato, fra i primi in Italia, dai soci del gruppo.

Chiudeva la mostra  l’esposizione di tutte le pubblicazioni ad argomento speleologico, con particolare risalto per “Stalattite”.

Fu consegnato un trofeo anche al presidente di gruppo Leonardo Busellato per i suoi vent’anni di attività.

[Tutta la sezione “Storia” è tratta in parte da Dimensione Buio]

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